Il blog degli studenti del Bachelor of Arts SUPSI
in Comunicazione Visiva

21/01/2015

Le immagini raccontano…





A 150 anni dalla sua nascita il classico della letteratura Alice nel paese della meraviglie stimola ancora la creatività e l’immaginario di cinema, animazione e illustrazione.Ma soffermiamoci per un attimo sulla parola “illustrare”; cosa determina, specialmente nella letteratura per ragazzi, la presenza del delicato connubio tra immagine e parola?

Alice's Adventures in Wonderland, una delle più preziose opere della letteratura inglese, scritta dal matematico e reverendo Charles Lutwidge Dodgson, noto con lo pseudonimo di Lewis Carroll è stato pubblicato nel 90% delle lingue del mondo. 

Il viaggio di Alice nel mezzo di situazioni buffe, pazze e ingarbugliate come i personaggi che popolano lo stesso racconto lo conosciamo tutti. Partendo dai disegni originali dell’autore allo scenario creato per questa eroina da Walt Disney e Tim Burton potremmo stilare una lista infinita delle più svariate interpretazioni che si sono susseguite nel corso degli anni; ma torniamo fra le pagine del libro originale. 

Una lettura, per chi ne è appassionato e acuto intenditore, è ben riuscita se il suo “spettatore” riesce ad entrarvi trasformando le parole in immaginazione. Partendo dal presupposto che tale capacità la si sviluppa e allena dall’infanzia in poi risulta chiaro il motivo per cui un autore è spinto a “sposare” la narrazione a un ciclo di immagini. Lewis Carroll, come Carlo Collodi e Beatrix Potter, è uno dei personaggi che più ha incoraggiato questa pratica. 

Se per “costruire” l’uomo adulto si parte dal bambino così anche la mente e la creatività deve svilupparsi attraverso storie che tra le pagine offrono un’immaginario ben costruito e ricco di conoscenze da portare con sé nel futuro. Potremmo fare lo stesso discorso all’inverso; un adulto che sfoglia un libro per l’infanzia attinge spunti per creare a sua volta un patrimonio di narrazione visiva da trasmettere alle nuove generazioni. Il meccanismo che si mette in atto è delicato e comporta responsabilità da parte dell’autore poiché la sua opera diventerà uno strumento di conoscenza che, se acquisita in particolare dai più piccoli, dovrà essere libero da incongruenze ed equivoci. 

In conclusione non resta che dire incoraggiamo la “lettura” di immagini e parole ed eleviamola all’altezza della nostra immaginazione e creatività.

Di Miriam Greppi


Articoli correlati

Conservare la materia di cui sono fatti i sogni
Aprite tutti
le orecchie
Film che ha raggiunto
il realismo più assoluto,
ma privo di storia memorabile.
Trappole tecnologiche?
Il cinema ispirato
ai fumetti
Si alza il vento