Il blog degli studenti del Bachelor of Arts SUPSI
in Comunicazione Visiva

05/01/2015

L'arte del vjing





Perché i presentatori dei programmi musicali di MTV
sono chiamati VeeJay? 

MTV è un programma televisivo nato negli Anni ’80, trasmissione in cui il VJ aveva il compito di sviluppare e presentare la sequenza dei video musicali in diretta. Quest’azione è chiamata Vjing.
L'atto di Vjing è: "la creazione e manipolazione d'immagini attraverso la mediazione tecnologica e per un pubblico”, filosofia che è stata tramandata dalla lanterna magica dal lontano VII secolo.

Personaggi come Andy Warhol o gruppi come Cabaret Voltaire, hanno iniziato a sfruttare esperienze sinestetiche nelle loro performance, con l'unico scopo di intrattenere il pubblico sperimentando nuove tecniche. Andy Warhol, per esempio, organizzò uno spettacolo chiamato "Exploding Plastic Inevitable" negli Anni '60 a Los Angeles; evento in cui introdusse dei video underground come sottofondo al rock psichedelico della sua band. Cabaret Voiltare, invece, mixava i video con una base musicale in tempo reale. Riprendendo le loro parole: "Prima [dell'uso del video], dovevamo fare dei collage di carta, però ora li presentiamo con il ritmo - in tempo reale - col video" .
Dopo Cabaret Voltaire c'è stato un susseguisi di sviluppi tecnologi, che hanno fatto sì che queste performance visive si evolvessero a pari passo con essi.

Evento importante fu nel 1971 con la nascita dell’IP (Sandin Image Processor), un sintetizzatore video open source; per cui qualsiasi persona aveva la possibilità di realizzare dei video in maniera computerizzata, senza l'utilizzo di una videocamera. 

Dagli Anni '80, abbinare il video alla musica, diventò una tendenza talmente richiesta che i night club iniziarono ad acquistare hardware per le video proiezioni. Inoltre gli hardware e i software si sono evoluti sempre di più, abbassandosi di prezzo, portando così il VJ a diventare una professione riconosciuta e pagata. È nello stesso periodo che è nato anche MTV. 

La tecnologia è avanzata al punto di permettere al VJ di registrare, produrre e vendere le performance visive; sviluppo che ha fatto nascere un mercato, ma ha fatto “perdere” la performance in tempo reale, ovvero la sua filosofia di base. Il Vijing è ormai parte delle Media Art, oltre ad essere utilizzato come intrattenimento, è anche usato come mezzo di promozione ed eventi. Dagli Anni ’90, i VJ stessi non si limitavano ai club, ma a istallazioni artistiche interattive. La video performance è, in parte, stata tolta dalla scena teatrale, passando a quella del mercato. 

Negli Anni 2000 lo sviluppo tecnologico continua ad aumentare; i computer portatili si abbassano di costo e vengono sviluppate interfacce ad hoc per le esigenze dei VJ. Più medium sono entrati in gioco, come ad esempio: i grandi schermi, le proiezioni multiple, il video mapping sull'architettura e arduino.

Su quest’Arte sono stati pubblicati numerosi libri e saggi ed è, inoltre, diventata soggetto di studi accademici.

In cinquant'anni gli intenti dei VJ non sono cambiati, ma si sono arricchiti grazie ai nuovi hardware e software creati ad hoc per le performance visive.

di Valentina D'Annunzio e Marina Oliveira



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