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in Comunicazione Visiva

10/12/2014

Il cinema ispirato
ai fumetti





Fumetto e cinema si influenzano a vicenda sin dai loro inizi e film tratti da famose serie di supereroi esistono ormai da molto tempo. Adesso una nuova tendenza si sta facendo strada: gli adattamenti cinematografici di fumetti d'autore.

Spider-Man, Superman e Batman sono forse i più famosi esempi di film ispirati a fumetti. Ma non esistono solo quelli, infatti negli ultimi anni sempre più fumetti d’autore, detti anche Graphic Novel, vengono adattati per il grande schermo ed è un fenomeno in crescita e di successo, come si può osservare dai recenti casi Snowpiercer o La Vie d’Adèle, entrambi tratti da fumetti francesi d’autore.

Nel 2001 Ghost World, un fumetto di Daniel Clowes, viene adattato da Terry Zwigoff per il cinema e il conseguente successo del film diventa incentivo per altri registi ad ispirarsi, per le loro opere, non solo a classici romanzi, ma anche alle Graphic novel. Nel giro di pochi anni, vengono così prodotti grandi successi quali: Road to Perdition (2002) di Sam Mendes, V for Vendetta (2005) di James McTeigue o Tamara Drewe (2010) di Stephen Frears.

Fumetto e cinema si assomigliano e differiscono per svariati motivi, ma nel corso della storia i due si sono influenzati a vicenda. Due aspetti che divergono sono il movimento e il suono: resi graficamente nel fumetto - con linee cinetiche, inquadrature, vignette e onomatopee - nel cinema sono congeniti. A livello di sceneggiatura vanno a braccetto, si tratta di concepire le inquadrature classiche del cinema come vignette nel fumetto.

Gli adattamenti cinematografici dei fumetti 300 e Sin City di Frank Miller sono un ottimo esempio per esplicare il rapporto profondo che hanno questi linguaggi visivi. A differenza dei romanzi, nei quali l'atmosfera deve essere reinterpretata e ricostruita, i fumetti dispongono già di un "mood" visivo a cui fare riferimento. Inquadrature, colori, aspetto dei personaggi e sceneggiatura sono già presenti nel fumetto, e sta al regista adattare il tutto per il linguaggio cinematografico. È al contempo una grande opportunità e un rischio: interpretare atmosfere e personaggi in maniera scorretta rendono in film poco riconoscibile a chi ha letto il fumetto, e la storia del cinema purtroppo ne ha molti di esempi di questo tipo.

Sin City, cui Frank Miller ha collaborato attivamente, è un esempio di buon adattamento cinematografico. Miller ha uno stile duro e deciso, il fumetto è in bianco e nero senza sfumature di sorta, con giusto qualche tocco di colore. Con un forte lavoro di post produzione la versione cinematografica ha è rimasta fedele allo stile grafico di Miller: bianco e nero con forti contrasti, qualche colore che entra in scena occasionalmente. Anche le inquadrature di molte scene sono state riprodotte come erano all'interno del fumetto, contribuendo a una ripresa fedele dell'originale.

La fedeltà nell'adattamento cinematografico di un fumetto è un ingrediente fondamentale per costruire un prodotto di successo. Certo, rispettare al cento per cento l'opera originale è cosa infattibile e insensata, ma mantenere l'intenzione e la volontà dell'autore fa sì che il riadattamento abbia una maggiore presa sul pubblico. Se per i romanzi soddisfare tutti è impensabile, siccome ognuno idealizza eventi e personaggi in modo differente ed esclusivo, per i fumetti è praticamente dovuto riproporre il medesimo immaginario oppure, come in alcuni casi, prendersi il rischio di migliorarlo. 

Di Valentina Berger e Magdalena Erny



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