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in Comunicazione Visiva

23/11/2014

Eredità condivise?





L'importanza di ricordare colui che ha segnato l'innovazione del sistema narrativo nel cinema: Stanley Kubrick.

Produttore, regista, direttore della fotografia, fonico e grafico; Stanley Kubrick si costituiva parte integrante di ciascun ambito dei suoi film. Questi sono gli aspetti più noti sul personaggio che tutti noi conosciamo.  A quindici anni dalla sua scomparsa, Hollywood presenta un documentario di prossima uscita “Kubrick Remembered”, opera firmata Gary Khammar, che va oltre la consueta visione del personaggio offrendo allo spettatore un ritratto “intimo” e riservato del regista del Bronx. Sorge spontanea una domanda; perché ha tanta importanza mantenere viva la memoria di questo poliedrico autore? Oltre alle testimonianze e i numerosi aneddoti, come la sua maniacale cura per i dettagli, possiamo definire la sua opera un’antologia capace di sconvolgere le precedenti regole e stereotipi del cinema. Una raccolta di capolavori che toccano tutti i generi e segnano una svolta nello sviluppo del sistema narrativo. Basti pensare ai vantaggi introdotti da una ripresa più fluida e veritiera celebrata nell’horror Shining, (film girato con la steadycam) o al puro estetismo “pittorico” del kollosal Barry Lyndon. Chi intraprende studi legati al mondo del cinema e dell’audiovisivo finisce per imbattersi nella sua opera traendone spunti ed insegnamenti, eredità testimoniate attualmente dalla filmografia di alcuni maestri hollywoodiani. A tal proposito ci si interroga sull’esistenza di un degno successore del maestro… chi avrà la meglio?

Di Miriam Greppi





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