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in Comunicazione Visiva

07/01/2015

Conservare la materia di cui sono fatti i sogni





Dal lontano 1947 la Cineteca Italiana di Milano, (divenuta fondazione nel 1996) opera nel settore dell’arte cinematografica con un instancabile lavoro di conservazione e valorizzazione dell’eredità filmica sia italiana che straniera.

Con una collezione di oltre 20.000 titoli ,provenienti da tutto il mondo, la Fondazione Cineteca Italiana ha l’obiettivo di custodire e preservare la memoria cinematografica dalle sue rudimentali origini fino ai giorni nostri. 

Testimone diretta della visione di parte del materiale conservato, che non limita il campo d’interesse solo all’arte cinematografica ma anche alla memoria storica mondiale, sento il dovere di affermare che un’operazione del genere fonda la sue radici nella volontà di “conservare” sogni in cui il tempo assume la dimensione dell’eternità. 

Partiamo da un esempio concreto; pensiamo allo straordinario contributo apportato dal regista Orson Welles, (i cui capolavori verranno riproposti dal 7 al 23 gennaio in una rassegna allo Spazio Oberdan di Milano) all’arte della cinematografia. Perdere un kollossal come Quarto Potere cosa avrebbe significato per il cinema moderno? Questo è solo una delle tante operazioni svolte in questi anni dalla fondazione, la quale unisce la volontà di “prendersi cura” di quest’arte alla condivisione di un patrimonio per coinvolgere e istruire il pubblico. 

Con un museo interattivo del cinema (MIC), le proiezioni allo Spazio Oberdan e la programmazione su ben due sale dell’area Metropolis di Paderno Dugnano, la cineteca offre, oltre alla pura esperienza della visione, una concreta possibilità di formazione per i giovani cineasti. Questo aspetto si pone come un’interessante punto di forza che scaturisce, non solo dalla volontà di ricordare, ma dal sogno di portare avanti una tradizione che, nonostante le continue risoluzioni tecnologiche, vive sulle proprie radici.

di Miriam Greppi



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