Il blog degli studenti del Bachelor of Arts SUPSI
in Comunicazione visiva

16/12/2014

The hidden world - Diario

Workshop Margit Säde Lehni e Urs Lehni, dicembre 2013

Questo workshop si basa sul concetto di società segreta, nelle sue forme organizzative, rituali e di identità visiva, che oscillano tra il culto e la cultura e rimangono misteriose a tutt’oggi. Ispirandoci alla mostra The Hidden World dell’artista Jim Shaw, aperta di recente presso Chalet Society a Parigi, abbiamo concepito, progettato e fuso una serie di società segrete.
Secondo Alan Axelrod, autore di International Encyclopedia of Secret Societies and Fraternal Orders, una società segreta si definisce come un’organizzazione esclusiva che ritiene di possedere segreti speciali e mostra una forte inclinazione a proprio favore. Ogni gruppo di studenti si è impegnato a concepire e dare forma a una società segreta in proprio. Dal punto di vista del design, questa situazione paradossale è piuttosto interessante: come pubblicizzare qualcosa che si suppone rimanga segreto? O, come diceva Groucho Marx, “Non vorrei mai far parte di un club che mi accetti fra i suoi membri”. Oltre a mostrare alcuni esempi storici di società segrete, fratellanze e oscure sette, sono stati presentati anche alcuni gruppi e movimenti fittizi di truffatori e artisti del XX secolo.

Gli step che gli studenti hanno dovuto seguire per la progettazione di questa società sono:

  1. Dare un nome alla società e crearne uno slogan. Progettare un emblema che incorpori lo stesso nome e uno specifico set di simboli.
  2. Produrre un ritratto del fondatore, guru o leader. Scrivere un breve testo che funga da "mito fondatore" e descrivere come il club sia stato creato.
  3. Concepire una stretta di mano o una password sussurrata conosciuta ai soli membri del club e che serva come metodo di accesso.
  4. Progettare un elemento dell'abbigliamento usato dai membri durante le cerimonie e produrre un immagine fotografica.
  5. La fratellanza organizza incontri e eventi segreti. Creare un'immagine che raffiguri i membri durante questi incontri così come i simboli presente, gli emblemi o gli oggetti dei rituali.
  6. La fratellanza sta pianificando l'assemblea annuale che raduna ogni membro. Progettare un messaggio in codice, un invito che verrà poi stampato e pubblicato.
  7. Produrre un'immagine del luogo di questo incontro segreto, il quartier generale. L'architettura dovrebbe riflettere l'identità della società.
  8. Concepire un metodo per attirare nuovi adepti, ad esempio un flyer da distribuire a mano fuori dalle stazioni della metro. Questi flyer contengono poche informazioni ma sono criptate in modo tale che sia comprensibili soltanto a chi possiede gli strumenti e i linguaggi per tradurli.

Giorno 1
Durante il primo giorno è stata fatta un'introduzione sulle società segrete e sulla loro comunicazione con uno spezzone del film "They Live" di John Carpenter del 1998. Dopodichè sono stati mostrati degli esempi di gruppi di artisti o movimenti fittizzi e si è parlato delle società segrete in generale. In un secondo momento sono stati formati dei gruppi che si sono dedicati alla ricerca e alla fondazione di una nuova fratellanza. Sono stati affrontati e pensati diversi dettagli a riguardo, per esempio il nome, uno slogan ed è stato progettato un emblema o un sistema di simboli e codici visivi.

Giorno 2
Nel secondo giorno gli studenti si sono concentrati sulla definizione della società e del suo modo di agire attraverso un brainstorming visivo. Nel primo pomeriggio tutta la classe si è riunita e ciascun gruppo ha presentato la propria idea agli altri, creando una discussione dove sono stati rilevati i primi punti critici dei progetti, così che le rotte intraprese potessero essere aggiustate.

Giorno 3
Il terzo giorno è stato dedicato all'avanzamento del lavoro, ogni gruppo ha proceduto in base allo stato in cui era il proprio progetto. C'è chi si è occupato di mettere in pratica le idee raccolte il giorno prima, per esempio creando dei set fotografici e realizzando delle fotografie, oppure lavorando in Photoshop per realizzare il leader della propria società segreta; c'è chi si è occupato di realizzare il logo e chi ancora ha ideato un linguaggio specifico e delle immagini coordinate. I vari step raggiunti dai gruppi sono stati accompagnati dagli ottimi consigli di Urs e Margit, mentre per quanto riguarda le fotografie i ragazzi hanno beneficiato di un aiuto dall'assistente Nicolas, che ha prestato le sue ottime capacità in materia.

Giorno 4
In questa quarta giornata di workshop si è lavorato sulla definizione del progetto, cominciando a tirare insieme tutto il materiale definitivo per l’impaginazione. Urs Lehni e Nicolas Polli si sono dedicati alla preparazione del layout. Si è deciso di stampare i vari progetti in formato A7, ogni gruppo ha quindi dovuto ragionare su come presentare al meglio il proprio percorso tramite l’utilizzo di sole immagini e un breve testo introduttivo, inoltre ha dovuto tenere conto di questo particolare formato. Un altro punto fondamentale della giornata è stato quello di cominciare a pensare ad una sovracoperta che nascondesse il contenuto di questo artefatto, essendo delle società segrete è importante non mettere in copertina informazioni rivelatorie, questa sovracoperta dovrà quindi essere fuorviante e non dare nell’occhio.

Giorno 5
La quinta ed ultima giornata è stata dedicata alla finalizzazione dei progetti e alla preparazione delle presentazioni che si sono tenute nel pomeriggio, ogni workshop si è preparato in maniera differente per presentare al meglio il proprio operato. Il workshop The hidden world si è preparato in maniera molto coerente con il tema “società segrete” preparando un’aula completamente buia, vuota, con le sedie messe in cerchio, una musica di mistero in sottofondo e solamente il proiettore acceso che mostrava i lavori degli studenti.

 

Urs Lehni si è formato come grafico ma lavora principalmente come editore con Rollo Press e come professore alla scuola di design di Karlsruhe. Oltre alla progettazione per i committenti, la sua pratica include sempre una gran parte di progetti autonomi come “vectorama.org” (1999), “Our Magazine” (2002), “Corner College” (2008) and “Rollo Press” (2008). Come grafico, si interessa delle zone grigie ai confini della definizione in costante espansione di questo mestiere.

Margit Säde Lehni è un’operatrice culturale e curatrice indipendente basata a Tallinn e Zurigo. Nella sua pratica curatoriale dà particolare enfasi all'attuale natura autonoma e collaborativa della pratica artistica. Dal 2009 ha tenuto workshop all’Accademia di belle arti e collaborato con il Centro per le arti contemporanee in Estonia. I suoi progetti e mostre includono “Doings or Not”, “Art Center for Dismissed Employees”, “If It's Part Broke, Half Fix It”, “And So On and So Forth”.

http://www.rollo-press.com/

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