Il blog degli studenti del Bachelor of Arts SUPSI
in Comunicazione visiva

27/11/2013

Il mio Erasmus al confine - Lorenzo Toso

Dallo IUAV di Venezia alla SUPSI. Lorenzo Toso racconta la sua avventura Erasmus.

Il primo giorno che sono arrivato a Lugano ho mollato le valige, ho preso il mio zainetto e sono andato a farmi un giro. Dopo venti minuti ero davanti al Burger King; la gente, i manifesti, gli autobus e i cartelli parlavano italiano. La differenza tra Padova e Lugano sta nei dettagli delle persone nei piccoli modi di fare. La cultura e le tradizioni ticinesi sono simili a quelle italiane e non ho sentito molto la necessità di inserirmi in un luogo nuovo quanto piuttosto in una classe nuova.

Prima ero abituato a entrare in classe, ad avere il mio gruppo, parlare con tutti e sapere cosa fare. Alla Supsi ho dovuto gestire i nuovi rapporti coi compagni e i professori. Naturalmente tutto si risolve quando capisci come funziona e diventi a tutti gli effetti un compagno di classe. È un problema implicito all’esperienza Erasmus comporta a priori e penso che l’unico modo di risolverlo sia rimanere aperti a tutti gli stimoli. Questa difficoltà si è poi tramutata in un’occasione per migliorare il mio approccio con le persone. Non sono una persona troppo espansiva e questa esperienza mi ha aiutato a relazionarmi anche con persone con le quali istintivamente non avrei mai parlato. Ho fatto amicizia con diversi compagni e mantengo tuttora i contatti con loro. Mi piace pensare che magari un giorno riuscirò anche a lavorare con alcuni di loro e sono sicuro che non ci perderemo di vista.

Quella a Lugano è stata anche la mia prima esperienza fuori casa, quindi ho imparato a vivere per conto mio con una belga e uno spagnolo che mi hanno insegnato molto della loro cultura, in particolar modo quella gastronomica.

Dal punto di vista professionale posso dire di aver acquisito più conoscenze pratiche alla Supsi che in due anni nel mio ateneo.  Lo Iuav conserva molto l’approccio tradizionale delle università italiane: le lezioni sono molto teoriche e la pratica viene lasciata agli studenti. La differenza principale è il numero di studenti, eravamo in 120 a disegno industriale. I professori non conoscono il tuo nome, le revisioni sono molto saltuarie e l’apprendimento avviene soprattutto tramite il confronto coi compagni. Questo fa sì che tutti abbiano le basi teoriche per affrontare un progetto, ma poca tecnica per metterlo in pratica. Alla Supsi è tutto il contrario: pochi studenti, tutti conoscono tutti e puoi permetterti un rapporto con il professore molto più simile a quello che si avrebbe con un maestro di bottega. Posso dire che arrivare al terzo anno e frequentare la Supsi mi ha dato l’opportunità di affrontare dei progetti più tangibili mettendo alla prova quello che avevo imparato e acquisendo nuovi strumenti di lavoro.

Quando si tratta di Erasmus ognuno sceglie la propria meta in base alla propria personalità. Io ho scelto la Supsi perché mi interessava prima di tutto approcciarmi ad un piano di studi diverso dal mio ed è stata per me l’esperienza che cercavo quando ho scelto di andare via per un semestre.

Quando alla gente rispondo che in Svizzera parlavo italiano, tutti dicono “aaah ma allora..”. Credo che il programma Erasmus sia l’opportunità di vivere soprattutto l’ambiente e le persone che ti circondano più che la distanza geografica o una lingua diversa. In questo senso la scuola mi ha dato gli stimoli che cercavo, in maniera del tutto diversa da come me l’ero immaginata.

Purtroppo devo dire che i primi due mesi a Lugano non sono stati molto movimentati a causa della mia difficoltà ad integrarmi, viceversa gli ultimi sono stati vivaci e non mi sarebbe dispiaciuto prolungare un poco il mio soggiorno. Ho la fortuna di non essere troppo distante da Lugano e sono sicuro che.. ci rivedremo presto.

Lorenzo Toso Erasmus IUAV SUPSI
Lorenzo Toso Erasmus IUAV SUPSI

Articoli correlati